16 marzo

San Giuliano di Anazarbo Martire venerato a Rimini

Preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi Santi.

Biografia
Sin dal secolo IX è testimoniato a Rimini il culto di San Giuliano, giovane istriano del III secolo, figlio di un senatore pagano, mentre la madre, Asclepiodora, cristiana, lo aveva educato alla nuova fede religiosa.

Non facendo mistero di essere cristiano, a diciotto anni venne denunciato a Marciano, proconsole della città di Flaviade, che gli impose di sacrificare agli dei. Di fronte al suo deciso rifiuto, venne torturato e condotto ad Anazarva (Anazarbo), lungo la costa Egea (Cilicia). Condannato a morte, fu rinchiuso in un sacco insieme a serpenti velenosi (o con scorpioni) e gettato in mare.

Secondo la tradizione ortodossa, le sue spoglie, dopo un lungo girovagare, furono recuperate ad Alessandria d'Egitto e successivamente traslate nella basilica di Antiochia.

Secondo la tradizione cattolica, divergente da quella ortodossa, le sue spoglie spiaggiarono presso l'isola del Proconneso (oggi isola di Marmara). Sei secoli più tardi, in una notte estiva del 957, cedette lo scoglio presso cui era posto il sarcofago, il quale però prodigiosamente non affondò e nel 962 si arenò poco a nord di Rimini, a Viserba in un punto della costa dove sgorgava una sorgente (ora nota come Sacramora, da sacra dimora). Il suo corpo, insieme al sarcofago del III secolo, è conservato nella suddetta chiesa parrocchiale.

Preghiera con l'intercessione di San Giuliano
Dio  onnipotente  ed  eterno,  che  hai  donato  al  santo  martire San Giuliano di Anazarbo invitta  costanza  nella confessione della vera fede, per sua intercessione concedi anche a noi di essere sempre radicati e fondati nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.