10 luglio

Santa Vittoria Martire

"Tu mi hai fatto conoscere amici che non conoscevo, Tu mi hai fatto sedere in case che non erano la mia, Chi mi era lontano oggi è vicino e lo straniero è divenuto mio fratello”. Rabindranath Tagore

Biografia
Vittoria, romana di nobile famiglia nata intorno al 230, da bambina ricevette il battesimo. A 20 anni venne chiesta in sposa dal nobile Eugenio. Sua cugina per parte di madre, Anatolia, di qualche anno più anziana, anch'essa chiesta in sposa da un patrizio, la convinse a divenire "Vergine di Cristo". Vittoria vendette i suoi gioielli e le vesti preziose, ne distribuì il ricavato ai poveri e rinunciò definitivamente al matrimonio.

Eugenio temeva di denunciarla come cristiana, perché in tal modo i beni di Vittoria secondo la legge sarebbero stati confiscati. Egli infatti aveva un duplice scopo: sposare Vittoria ed entrare in possesso del suo patrimonio.
I due pretendenti con il favore imperiale segregarono allora le giovani nelle loro tenute in Sabina: Vittoria presso la città sabina di Trebula Mutuesca (l'odierna Monteleone Sabino), Anatolia presso la città sabina di Thiora.

Secondo il racconto della Passio, vi era nel territorio di Trebula un tremendo dragone il cui sbuffo pestifero faceva morire uomini ed animali. Domiziano, signore di Trebula, si recò nel posto dove era stata esiliata Vittoria, e la pregò di salvare la città dal drago.

Dopo aver scacciato il drago, Vittoria entrò nella spelonca del dragone e convocando il popolo disse: «Ascoltatemi: in questo luogo costruitemi un oratorio e datemi come socie le vostre fanciulle vergini». In poco tempo più di 60 ragazze divennero sue discepole; la santa insegnava loro inni, salmi e cantici. L'esilio, affrontato serenamente dalla Santa durò tre anni e si protrasse fino a tutto il 253.

Trascorsi però tre anni Eugenio la denunciò al pontefice del Campidoglio di nome Giuliano, il quale inviò a Trebula un commissario di nome Taliarco. Quest'ultimo andò da Vittoria con una statuetta e la obbligò ad adorare la Dea Diana. Al suo rifiuto la uccise trafiggendola con la spada.
Tutta la cittadinanza fece lutto per sette giorni; i sacerdoti cristiani, con tutto il popolo, la seppellirono coprendola con unguenti e teli di lino. La misero dentro un sarcofago e lo deposero nella grotta dove aveva cacciato il dragone. La santa sarebbe stata martirizzata il 18 dicembre del 253 e sepolta il 23 dello stesso mese.

“Non abbiate paura di accogliere Cristo, e di accettare la Sua potestà! (…) Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Alla Sua salvatrice potestà, aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, sì, di vita eterna!”. Giovanni Paolo II

Preghiera
O gloriosa Santa Vittoria, giovane forte e generosa, che vivificata dallo Spirito Santo, hai offerto la tua vita, ti supplichiamo con intensa preghiera, di rivolgere a noi il tuo sguardo propizio.
Accoglici sotto la tua protezione, aiutaci a distruggere nel nostro cuore, il germe dell’odio e a liberarci dal peccato e da ogni male, perché riconciliati con il Padre e tra noi, viviamo come fratelli nell’amore di Cristo.
Proteggi questo tuo popolo e tutta la terra sabina, sostieni la fede dei nostri giovani, assisti la trepida esistenza degli anziani e dei malati, conserva nell’unità e nella pace le nostre famiglie e ricompensa tutti coloro che coltivano con zelo la tua devozione.
La tua intercessione ci conceda di essere esauditi, e di poterti un giorno ringraziare in cielo, e con te lodare Dio nei secoli in eterno. Amen.

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