08 luglio

San Pancrazio di Taormina Vescovo e martire

La santità va vista in ogni tempo come la stoffa della vita cristiana. Pur dentro la parzialità di certe immagini, rimane la traccia di un' idea fondamentale esatta: il Santo non è un superuomo, il santo è un vero uomo.Il Santo è un vero uomo perché realizza ciò che deve essere. Il Santo dunque è vero uomo perché aderisce all' ideale per cui è stato creato.

Nacque ad Antiochia, in Cilicia.
Narra un’antca tradizione che Pancrazio era appena adolescente, quando suo padre, attratto dalla fama dei miracoli e infiammato dal desiderio di vedere Gesù, decise di recarsi a Gerusalemme, portando con sé il figlio. Pancrazio ebbe così la straordinaria occasione di vederlo con i suoi occhi. Fatto ritorno ad Antiochia, ebbe poi modo, dopo l’ascensione di Gesù al cielo, di udire la predicazione di San Pietro. E da questi venne battezzato, avviato al sacerdozio e quindi consacrato vescovo.

Nell’anno 40 d.C
San Pancrazio fu inviato da San Pietro in Sicilia quale primo vescovo di Taormina. In tale città egli riuscì a convertire tanti pagani, tra cui lo stesso prefetto. Si mobilitarono allora i suoi nemici contro di lui per sopprimerlo.. Promotore dell’assassinio fu un pagano di nome Artagato, definito infatti “adoratore degli dei”. Egli, con un gruppo di amici, tese a Pancrazio l'agguato in casa sua, dove, invitatolo per un banchetto, tentò di costringerlo a baciare un idolo di legno, idolo che il santo vescovo con un segno di croce ridusse in pezzi. Ciò gli costò, perché venne immediatamente aggredito con i bastoni, con i pugni, con i morsi, con le pietre e con le spade. Il suo cadavere venne quindi occultato in un profondo pozzo; ma, scoperto poi dai suoi discepoli, ricevette degna sepoltura.

La tradizione vuole che tale rinvenimento avvenne tramite un segno di luce: “Divinae lucis indicio repertum deinde corpus discipuli maximo cum luctu sepelivere". Quanto all’età di San Pancrazio si dice invece: “Vixit egregius Pastor ad summam senectutem, et Traiani principatus initia attigit”, cioè arrivò a tarda vecchiaia e visse sino agli inizi del regno di Traiano. Essendo questi asceso al trono romano nel 98 d.C., si presume che l’età di San Pancrazio al momento del martirio dovesse oscillare intorno ai novant’anni circa.

«A Taormina, in Sicilia, ricordo di S. Pancrazio, vescovo e martire, che per primo ha governato questa Chiesa»
 
Quando la Sicilia passò sotto il dominio bizantino si intensificò ulteriormente nell’isola il culto di quei santi di origine orientale, fra cui appunto quello di San Pancrazio. Nel XV secoli i taorminesi introdussero il suo culto anche a Canicattì, che ancora oggi lo venera quale patrono.
Il Martirologio romano voluto da Papa Giovanni Paolo II, commemora il santo all'8 luglio: «A Taormina, in Sicilia, ricordo di S. Pancrazio, vescovo e martire, che per primo ha governato questa Chiesa».

Preghiere a San Pancrazio
O Dio, che hai unito alla schiera dei santi pastori san Pancrazio vescovo e martire, per sua intercessione fa che perseveriamo nella fede e nell'amore per aver parte con lui alla tua gloria. Per il nostro Signore. Amen.

O glorioso S.Pancrazio, inviato da S.Pietro a Taormina per convertirla alla fede cristiana, ottienici di testimoniare con la nostra vita ad imitazione delle tue eroiche virtù, la vera adesione a Cristo Signore.
O amato nostro Patrono, che appena giunto hai innalzato la gloriosa Croce di Cristo schiacciando i demoni da questa terra, aiutaci a respingere gli idoli del nostro tempo ed essere fedeli agli insegnamenti del Vangelo.
O Santo Vescovo e Martire, fa discendere su di noi le benedizioni della Madonna non Manufatta onde possiamo cantare in eterno le divine misericordie nel Paradiso. Amen.
Pater, Ave, Gloria

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